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April 14 8 aprile: pioggia e kaminarimonmartedì.... mi sveglio con la voce del solito poliziotto (qua girano in macchina e dicono cose) e con il suono, fitto, della PIOGGIA. ora, di norma, per visitare il kaminarimon, mi sarei alzata anche solo 5 minuti dopo essermi svegliata, ma questo rumore di bagnato mi frena. resto a letto ancora un'oretta, pensando malinconica ai fiori di ciliegio che queste gocce si porteranno via... dormicchio senza ritegno: dovrò pur smaltire il jet-lag, no? anche Chiara è dello stesso parere e ci facciamo entrambe la doccia verso le 11. tornate in camera facciamo una scoperta orrenda: i nostri phon non funzionano neanche col travel adapter!!!!!! hanno un voltaggio diverso... sconsolate e imprecanti, strizziamo i capelli negli asciugamani finchè non si trasformano in una massa secca e piena di nodi, ma asciutta (perchè, PERCHè l'unica mia foto con un sakura in fiore doveva proprio essere rovinata da tale mostruosità????).
la strada per il kaminarimon è semplice e siamo vicine: sulla via troviamo anche un 100yen shop e mille posti dove mangiare cose buone ("no, qui andremo dopo quando parleremo meglio giappo..").
arriviamo al kaminarimon da un lato: è bellissimo.immagino come deve splendere questa lacca rossa sotto la luce del sole. comincio a fare foto, al mon, ai guardiani e alla nakamise dori che si intravede da dietro la -lanterna-, -campana-, -mio dio non so come definirla-, -che ignoranza abissale-, -velo pietoso-, -scusatemi-,. ci infiliamo nella nakamisedori, dove una folla protetta da ombrelli sbircia sotto i tendoni delle bancarelle. queste espongono mille e mille minchiatine. se akihabara era il regno delle cianfrusaglie, nakamisedori è quello del religioso-kawaii-kitsch. c'è hello kitty vestita per andare al tempio, tanti bellissimi manekineko, tanti piccoli 7 dei della fortuna, ventagli, ricordini, cartoline, piccoli buddha, persino parrucche! ci fermiamo a prendere un senbei a 100 yen. non è particolarmente saporito (non che me lo aspettassi oishii, ma non sa davvero di nulla). guardiamo qualche cavolatina ma la pancina vuota spinge nuovamente verso il cibo: takoyaki!!! palline di polipo su stecchetto. dicono siano buonissime. beh, il mio parere è diverso. pesanti e blah. ci fermiamo ad assaggiarle vicino ad un posticino dove fanno gelati multicolore, pure violetti, rosa, versi, azzurri, insomma ohni sfumatura: gelati al ciliegio, al the verde, alla violetta... vorrei assaggiare il sakura, ma è finito. tornerò un'altra volta. deluse dai takoyaki, optiamo per quelle bellissime palline bianche caramellate che i persinaggi dei manga mangiano sempre con facce estasiate: stavolta concordo con loro: strabuoni!
eccoci davanti al vero e proprio sensou-ji: cominciano le bancarelle di omamori, le bustine portafortuna. chiara ne compra una gialla, io voglio aspettare che qualche giapponese mi spieghi il significato dei diversi colori. ci sono anche una serie di dipinti che spiegano la storia del sensou-ji, di come due pescatori trovarono miracolosamente una gigantesca statua dorata della dea kannon, dea della misericordia, nele acque del sumida-gawa e la portarono al tempio per venerarla. se la mitica statua esista ancora è tutta una questione di fede perchè non è esposta al pubblico. mi avvicino all'enorme incensiera (1 m circa, sembra un pozzo) di incenso guaritore e con le braccia faccio posare il fumo su tutto il mio corpo. dopodichè passo all'acqua purificatrice: prendo il mestolo e lo porto alla bocca. ho già bevuto quando vedo che tutti i giappi si sciacquano solo la bocca poi sputano... beh oramai: sono purissima anche dentro! posso entrare nel tempio senza problemi! l'interno è stupendo, i soffitti hanno affreschi mgnifici, bodhisattava, un drago con in mano una perla, ciliegi.... l'altare alla dea Kannon è maestoso e dorato. tutti lanciano offertine in una cosa di legno che non so descrivere appena davanti all'altare ed è tutta una festa di tintinniii. io e chiara prendiamo il foglio dove è predetta la nostra fortuna con un metodo complicato: mettiamo 100 yen in un buco vicino a una cassettiera di legno con mille cassettini con su scritti vari numeri, poi da un barattolo estraiamo un bastoncino, sul quale è iscritto il numero del cassettino che dobbiamo aprire. dentro ogni cassettino ci sono vari foglietti. chiara: good fortune. Erica: regular fortune. e ti pareva. beh però il fogliettino (omikuji) dice cose interessantissime: dopo un periodo nuvoloso finalmente tutto si schiarirà come l'acqua che diventa pura, sarò aiutata da una persona inaspettata, riceverò una telefonata che mi informa di un mio successo. è bene che io inizi un viaggio e intraprenda una nuova professione ed è bene che io abbia pazienza perchè i miei desideri non verranno esauditi subito. direi che è PERFETTO.
al ritorno ci fermiamo ad ammirare le statue di due buddha: il buddha della saggezza e quello della misericordia: un attimo di preghierina davanti ad entrambi mi sembra più che saggio. veniamo poi attirate da un tempietto poco distante, su una specie di collinetta. è il tempio della dea della fortuna benten. il giardino è in stile tipico giapponese, con rocce tonde e laghetto (oggi asciutto). sui gradini del tempio due bocchan (bimbetti) giocano col nintendo ds. quello che mi rapisce è la vista della "campana del tempo": enorme, dietro ad un albero di rosa che inizia ad appassire. vedere "la campana del tempo" insieme a questa immagine è davvero evocativo. "la campana del tempo" segnava le ore nell'epoca dell'antica edo (tokyo).
appena sotto al tempio scorgiamo, nascosto fra i palazzi, un meraviglioso ristorantino in stile tradizionale, con tanto di intrattenimento con shamisen e koto! ovviamente i prezzi sono inavvicinabili e troviamo che , dopotutto, sia estremamente carino anche visto da fuori...
torniamo a casa fermandoci a qualche bancarella e mangiando (ancora! i miei saranno felici) yakitori serviti da due simpatici giovani cuochi. (yakitori: pollo fritto su spiedini).
tornando a casa ci fermiamo in un konbini, dove ci innamoriamo delle faccine felici disegnate sulle bottiglie (l'ho detto: per me il mondo è esattamente così: un posto dove gli oggetti hanno occhietti e faccine sorridenti e l'aria è tenera e calda) e facciamo un altro magico incontro: i funghetti meiji! trattasi di biscottini a orma di funghetto, molto piccoli. la parte superiore è cioccolato, o caramello. ne mangio a scatolette ormai.... fuuungheeetttiiiiii.....
a casa facciamo conoscenza con hiromi, amica di alice: mi dice che sono bellissima e ci invita a passare il pomeriggio con lei mercoledì. mercoledì è il nostro primo giorno di scuola... argh, domani pomeriggio dobbiamo studiare, almeno per preparare un'autopresentazione decente!!!!!! Comments (1)
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